
IL ROTOTOM SALUTA IL FRIULI E PORTA AVANTI UNA BATTAGLIA COMUNE
Con grande stile il festival più famoso in Europa, esce di scena da Osoppo.
Dà l’addio con eleganza, anche se non dovuta, l’organizzazione lascia la regione ed il luogo che l’ha resa grande. Attenzione a non dare il merito solo ad un paesino di 3.000 persone, fin ad allora praticamente sconosciuto. Sono infatti gli oltre 150mila giunti ogni anno, gli attori principali e gli unici artefici del successo di una manifestazione come il Rototom. Il luogo ha costituito solo un' incredibile risorsa da rivalutare spendendo tra l’altro molti soldi per metterlo in sicurezza ed aiutando a migliorare notevolmente la struttura del Parco del Rivellino.
Cambiata la giuta è cambiato il clima e la storia quasi decennale del Rototom con location ad Osoppo, è stata cancellata con un colpo di spugna.
Da un fiore all’occhiello e da una notevole risorsa economica per la regione Friuli, il Rototom è diventato dunque un luogo scomodo.
La scorsa edizione è diventata dunque il bersaglio ideale per creare una serie di incovenienti a danno dell’organizzazione, a partire dalle forze dell’ordine, che hanno posto in essere una serie di controlli fiscali, amministrativi, sanitari, di sicurezza, anche i più impensabili.
Poi appena terminata la manifestazione, si è atteso l’attimo giusto per scagliare l’ultimo colpo mortale, tentando di cancellarla per sempre, accusando la manifestazione di agevolare l’uso di marjiuana.
Oggi, apprendiamo la decisione obbligata dell’organizzazione di trovare una nuova location.
Nonostante tutto, il presidente ha voluto ringraziare la comunità di Osoppo ed in particolare la gente che in questo momento difficile, è stata vicino. Qualcun altro, si sarebbe potuto fermare qui ed invece, l’addio al Parco del Rivellino diviene un ultimo gesto d’amore ed un impegno ad una nobile causa.
Se infatti il Rototom venisse accusato e condannato come luogo che agevola l’uso delle sostanze stupefacenti, tutti i gestori di reggae club o organizzatori di concerti, raduni, di qualsiasi genere che sia - all’aperto o al chiuso - parlamento compreso, sarebbero penalmente perseguibili se all’interno trovassero stupefacenti. Incredibilmente la criminalizzazione del Festival di dimensioni europee si trasforma in battaglia comune, una lotta condivisa dai rasta, dai gestori dei locali, dagli organizzatori, dai musicisti, produttori, radio,dj, etichette e tutti gli operatori del settore.
Per chi non lo avesse capito il Rototom sta combattendo una battaglia per tutti noi. Inevitabilmente la sua vittoria o la sconfitta potrebbero cambiare ed intaccare la libertà di ascoltare musica in luoghi comuni.
Allora perché provocatoriamente accusare la stessa reggae music di agevolare l'uso e lo spaccio di sostanze stupefacenti ?
Su questo tema, pronta la risposta dell’organizzazione con una manifestazione ad Udine dal titolo “ Non Si Processa Bob Marley”. Si svolgerà in Piazza Matteotti venerdì 13 novembre a partire dalle 18, con artisti ed intellettuali che dimostreranno che c’è bisogno di un Rototom Sunsplash indipendentemente da dove si svolge, per la cultura, per la sensibilità e per la civiltà che ha dimostrato negli anni.
Donato "pausa" Cannone