sabato 10 ottobre 2009


MUSE- THE RESISTANCE


mmm....difficile cercare di sintetizzare un album come questo. I Muse (Matt, Chris, Dominic) sono un power-trio ormai affermatosi come punto di riferimento imprescindibile per il Rock. Sono maturi, hanno cacciato il fantasma dei Radiohead dalla loro vita e adesso brillano di luce propria. Tutto questo si era già capito da "Black holes and Revelations" uscito tre anni fa per la Helium 3 e diventato presto una pietra miliare della musica. Ma con "the Resistence" i Muse osano ancora di più, cercando quel "qualcosa" che mancava tre anni prima. Il singolo Uprising è da molti considerato più vicino, sia per le sonorità che per come è strutturato, al vecchio album del 2006 e non gli si può certo dar torto (soprattutto se si ricorda "Knight of Cydonia"), ma il resto dell'album ha un taglio operistico che rappresenta la loro logica evoluzione. Rinchiusi per tre anni nella loro sala prove sul lago di Como, e lavorando strenuamente accanto all'orchestra sinfonica della Scala di Milano, Matt Bellamy, leader, voce e chitarra della band, è riuscito a esprimere tutto il suo amore per la musica classica (e per i Queen) ed a legarlo con le sue radici Rock. MK Ultra è una potente miscela di rock e synth, Guiding Light ha un fascino teatrale che sconvolge e per finire c'è Exogenis, mini-opera in tre parti che accompagna l'ascoltatore al gran finale. In definitiva il voto dell'album non può che essere positivo, a parte una pericolosa intromissione nel mondo del R'n B; la traccia numero 3, Undisclosed Desires, ha un ritmo "timbaland-style" che potrbbe far pensare male. L'uomo è diffidente per natura, e davanti a esperimenti come questi c'è chi pensa ad una sordida manovra commerciale da secondo singolo. Ma invece di far parlare la parte sospettosa di me, preferisco godermi tutto l'album e non pensare a niente. Per tutto il resto..vedremo.


Alessandro Magni

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